Le norme sudafricane in bozza fissano per ogni adulto limiti personali di cinque piante e 750 grammi, ma non riconoscono una categoria per i coltivatori…
Le norme sudafricane sulla Cannabis in bozza fissano limiti personali di 750 grammi e cinque piante per ogni adulto, ma lasciano i coltivatori tradizionali Khoi e San senza una categoria giuridica riconosciuta. Come documenta il rapporto di Seedtiva sulla lacuna ancora irrisolta della legge, la bozza affronta il possesso privato e la coltivazione domestica, ma rimanda le questioni relative alla coltivazione commerciale e ai coltivatori tradizionali ad altri dipartimenti governativi.
La bozza fissa limiti personali, non un quadro per i coltivatori
La Legge sulla Cannabis per uso privato è stata firmata dal presidente del Sudafrica il 28 maggio 2024, ma la firma della legge non ha fornito immediatamente un insieme completo di norme operative. Il rapporto alla fonte afferma che la legge necessitava ancora di regolamenti attuativi, lasciando gli adulti comuni senza un quadro pienamente chiaro di ciò che consentiva il nuovo regime per l’uso privato.
Il Dipartimento della Giustizia e dello Sviluppo costituzionale ha pubblicato le norme in bozza il 2 febbraio 2026. Il termine per i commenti pubblici è scaduto il 5 marzo. Per la prima volta, la bozza ha fornito cifre specifiche per il possesso privato e la coltivazione domestica: fino a 750 grammi di Cannabis e cinque piante per adulto, a condizione che siano coltivate e conservate in un luogo privato.
Quei limiti sono importanti, ma descrivono solo una parte del quadro politico. Il rapporto alla fonte afferma che la bozza è stata costruita intorno all’uso privato da parte degli adulti e alla coltivazione domestica, mentre le questioni più complesse relative alla coltivazione commerciale, al commercio e alla coltivazione tradizionale sono state lasciate fuori dall’ambito della legge.
Un percorso di sei anni dalla sentenza del tribunale alle norme in bozza
I margini ancora irrisolti della legge sono legati al modo in cui è nata. Secondo il rapporto alla fonte, la sentenza del 2018 della Corte costituzionale imponeva al Parlamento di affrontare la criminalizzazione dell’uso privato della Cannabis da parte degli adulti e della coltivazione domestica. Il Parlamento non rispettò la scadenza originaria, ottenne proroghe e alla fine produsse la legge sei anni dopo la sentenza. La sequenza riferita da Seedtiva è la seguente:
Questa storia aiuta a spiegare perché il versante dell’uso privato abbia fatto più progressi rispetto alle questioni commerciali e culturali. La legge è stata sviluppata sotto la pressione della magistratura per affrontare uno specifico problema costituzionale, anziché come un unico quadro organico per ogni aspetto della coltivazione della Cannabis, del commercio e delle conoscenze tradizionali.
La coltivazione commerciale e il riconoscimento delle pratiche tradizionali restano fuori dalla legge
La posizione del Dipartimento della Giustizia, riferita da Seedtiva, è che la coltivazione commerciale, l’acquisto, la vendita e il riconoscimento dei coltivatori tradizionali siano al di fuori della Legge sulla Cannabis per uso privato. Queste questioni sono invece indirizzate ai dipartimenti del Commercio, dell’Agricoltura e della Salute, ciascuno con le proprie priorità, il proprio strumento legislativo e i propri tempi. La suddivisione può essere riassunta come segue:
| Questione | Posizione nella bozza | Passaggio successivo individuato dalla fonte | Fonte |
|---|---|---|---|
| Possesso privato | Coperto da un limite specifico proposto | Fino a 750 grammi per adulto in un luogo privato | La legge sulla Cannabis del Sudafrica lascia ancora fuori i coltivatori Khoi e San |
| Coltivazione domestica | Coperta da un limite specifico proposto | Fino a cinque piante per adulto in un luogo privato | La legge sulla Cannabis del Sudafrica lascia ancora fuori i coltivatori Khoi e San |
| Coltivazione commerciale | Fuori dall’ambito della legge | Da gestire attraverso le procedure di altri dipartimenti; non è indicata alcuna data | La legge sulla Cannabis del Sudafrica lascia ancora fuori i coltivatori Khoi e San |
| Coltivatori tradizionali | Nessuna categoria riconosciuta nella bozza | Il riconoscimento è lasciato ad altri dipartimenti; non è indicato alcun calendario | La legge sulla Cannabis del Sudafrica lascia ancora fuori i coltivatori Khoi e San |
Questo crea uno squilibrio evidente nel quadro descritto dalla fonte. A un singolo adulto con un giardino privato vengono assegnati limiti numerici proposti, mentre a una comunità che chiede il riconoscimento di una coltivazione, di pratiche di cura o di conoscenze sulle piante tramandate da lungo tempo non viene assegnata una categoria giuridica corrispondente. Anche il settore commerciale resta in attesa di una procedura separata, invece di essere risolto dalle norme sull’uso privato.
La storia dei Khoi e dei San precede la moderna legislazione sulla Cannabis
Il rapporto alla fonte colloca la questione del riconoscimento in una storia molto più lunga. La coltivazione della Cannabis e le rotte commerciali attraverso l’Africa australe risalgono a secoli fa, con la pianta arrivata tramite i traffici dell’Africa orientale e dell’Oceano Indiano molto prima che la colonizzazione europea rimodellasse l’uso del territorio e il diritto in tutta la regione del Capo. La Cannabis è conosciuta localmente come dagga.
Una storia precedente alle moderne leggi statutarie

Le comunità Khoi e San sono indicate nel rapporto come tra i primi utilizzatori documentati della pianta nel subcontinente. La fonte afferma che la Cannabis era integrata nella vita quotidiana e cerimoniale prima dell’esistenza della legislazione moderna. Secondo la descrizione della bozza, questa storia non si traduce nel riconoscimento di tali comunità come coltivatori, guaritori o detentori di conoscenze.
Un quadro per l’uso privato si sta ampliando, mentre il riconoscimento dei coltivatori tradizionali continua a essere rinviato.
La lacuna descritta nel rapporto di Seedtiva
La questione, quindi, non è semplicemente se un adulto possa tenere piante in un luogo privato. È anche se le persone con il rapporto storico più profondo con la pianta siano incluse nell’architettura delle politiche che ne deriva. La fonte fornita non riferisce l’esistenza, nelle norme in bozza, di una categoria riconosciuta per questo ruolo.
La questione del riconoscimento non ha una data prevista
Il periodo per i commenti pubblici è terminato, ma il materiale fornito per questo articolo non afferma che le norme in bozza siano state finalizzate. Non indica inoltre alcuna data per il lavoro separato sulla coltivazione commerciale, sull’acquisto e sulla vendita o sul riconoscimento dei coltivatori tradizionali. Questa assenza è rilevante perché le norme sull’uso privato e le questioni politiche più ampie procedono secondo tempistiche separate.
Cosa resta poco chiaro

Sulla base dei fatti disponibili, le questioni irrisolte comprendono:
- Quando, o attraverso quale procedura definitiva, sarà affrontata la coltivazione commerciale.
- Come saranno gestiti l’acquisto e la vendita al di fuori del quadro per l’uso privato.
- Se ai coltivatori tradizionali Khoi e San sarà assegnata una categoria giuridica riconosciuta.
- Se i guaritori tradizionali e i detentori di conoscenze sulle piante saranno riconosciuti in un quadro successivo.
- Quando il lavoro separato dei dipartimenti produrrà norme su cui comunità e coltivatori possano fare affidamento.
La fonte non sostiene che queste questioni siano state risolte altrove. Afferma che sono state affidate ad altri dipartimenti, senza una data prevista. Pertanto, sulla base dei fatti forniti, non è possibile dire quando la lacuna sarà colmata o quale forma potrebbe assumere un eventuale riconoscimento successivo.
Cosa significa la lacuna per i lettori sudafricani
Per chi consulta la directory dei club sociali sudafricani, è importante distinguere tra uso privato, attività commerciale e coltivazione tradizionale. Le strutture elencate in questa directory sono club privati, non negozi o dispensari aperti al pubblico, e non accettano clienti senza un accesso privato. L’accesso è una questione privata, decisa da ciascun club. Nulla nella fonte fornita afferma che le norme in bozza creino il diritto di entrare in un club, di ottenere l’accesso tramite un club o di trattare una struttura privata come un punto vendita al dettaglio aperto al pubblico.
Neppure trovarsi in una determinata città o regione sudafricana dà accesso a un club privato. I visitatori non dovrebbero interpretare i limiti personali della bozza come una regola sull’accesso turistico o come prova dell’esistenza di un canale commerciale. La fonte riguarda i limiti proposti per gli adulti nei luoghi privati e lascia esplicitamente le questioni commerciali fuori dall’ambito della legge.
Domande a cui la bozza non risponde
Le questioni irrisolte sulla Cannabis in Sudafrica
Quali limiti personali propongono le norme in bozza?
La fonte riferisce un limite proposto fino a 750 grammi di Cannabis e cinque piante per adulto, coltivate e conservate in un luogo privato.
La bozza riconosce i coltivatori tradizionali Khoi e San?
Nel resoconto della fonte sulla bozza non viene individuata alcuna categoria giuridica riconosciuta per i coltivatori, i guaritori o i detentori di conoscenze Khoi e San.
La legge sull’uso privato disciplina la coltivazione commerciale o l’acquisto e la vendita?
No. La fonte afferma che la coltivazione commerciale, l’acquisto e la vendita sono fuori dall’ambito della legge e sono stati lasciati ai dipartimenti del Commercio, dell’Agricoltura e della Salute.
La bozza rende pubblici i club privati di Cannabis o li apre ai visitatori?
La fonte fornita non lo dimostra. I club indicati nella directory restano luoghi privati, non negozi o dispensari pubblici, e ogni club decide autonomamente in materia di accesso.
Il risultato è un quadro con una componente definita per l’uso privato e un percorso più ampio ancora indefinito. Per i coltivatori Khoi e San, il resoconto storico descritto dalla fonte è chiaro, ma la risposta politica resta incompleta. Finché i dipartimenti competenti non definiranno le proprie procedure, la questione del riconoscimento rimarrà aperta.
Il quadro sudafricano per l’uso privato ora prevede numeri proposti per i singoli adulti, ma non offre ancora una risposta riferita per le comunità il cui rapporto con la dagga precede la legge moderna. Per i coltivatori Khoi e San, la questione centrale resta il riconoscimento, e la tempistica per ottenerlo è ancora poco chiara.
Fonti
- South Africa, Zimbabwe strengthen bilateral ties (sanews.gov.za)
- SIU to probe Theewaterskloof Local Municipality (sanews.gov.za)
- News24 | Saturday’s weather: Light rain in Western Cape and Eastern Cape, but warm in most parts (news24.com)
- News24 | Siblings lose to their father after bitter court battle over family home (news24.com)
- PARK INVASION: Fever trees felled, fencing destroyed near iSimangaliso — 52 people arrested (dailymaverick.co.za)
- MADLANGA COMMISSION: Fadiel Adams’ explosive admission on the mystery Idac affidavit, implicating Andrea Johnson (dailymaverick.co.za)
- South Africa's Cannabis Law Still Leaves Khoi and San Growers Out (seedtiva.com)
- Sekhukhune Farmers Establish Hemp and Cannabis Forum to Drive Industry Growth and Job Creation (farmersmag.co.za)
- CHARL BOTHA | When cannabis regulatory uncertainty becomes a criminal opportunity (businessday.co.za)
- The grey zone just got expensive: How SAHPRA's crackdown is reshaping South Africa's cannabis market (southafricatoday.net)






